Redazione - 19 novembre 202423 ottobre 2026
Diritto alla riparazione degli elettrodomestici: cosa cambia dal 22 ottobre 2026
Il diritto alla riparazione diventa operativo in Italia: le nuove regole, l'elenco degli elettrodomestici, cosa cambia per i consumatori e gli obblighi dei produttori.
Redazione - 19 novembre 202423 ottobre 2026
Cos’è il diritto alla riparazione e cosa prevede la norma
Riparare un elettrodomestico anziché sostituirlo: è questo l’obiettivo del diritto alla riparazione, introdotto in Italia dal decreto legislativo 176/2026, che recepisce la direttiva europea 2024/1799 ed è entrato in vigore il 22 ottobre 2026.
Per gli elettrodomestici interessati, la norma introduce l’obbligo del produttore di effettuare la riparazione su richiesta del consumatore anche oltre il periodo di garanzia, salvo quando risulti impossibile. Quando il produttore ha sede in un Paese extra UE, l’obbligo di riparazione ricade sul suo legale rappresentante autorizzato oppure sul distributore.
La Direttiva punta a prolungare la vita dei prodotti, contenere gli sprechi e ridurre la produzione di rifiuti. È prevista anche una piattaforma europea online che aiuterà a trovare riparatori e punti vendita di prodotti ricondizionati: l’operatività è prevista per gennaio 2028.
Le categorie di elettrodomestici individuate dalla normativa europea
La normativa europea individua diverse categorie di elettrodomestici per uso domestico a cui si applica il diritto alla riparazione: lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, lavastoviglie, frigoriferi, congelatori e aspirapolvere. L’obbligo viene meno quando la riparazione è oggettivamente impossibile.
Il produttore può scegliere se eseguire la riparazione direttamente oppure affidarla in subappalto a un professionista del settore. Il consumatore, a sua volta, può rivolgersi a un tecnico di fiducia, anche esterno alla rete di assistenza del marchio. Per ogni categoria di apparecchi, le norme europee fissano specifici requisiti di riparabilità, indicano quali ricambi devono essere disponibili e per quanto tempo il produttore deve garantirne la fornitura.
Garanzia e costi delle riparazioni: cosa cambia con le nuove regole
Per un difetto coperto dalla garanzia legale, il referente resta il venditore: la riparazione deve avvenire senza spese, comprese quelle necessarie per trasporto, ricambi e manodopera. La novità è che, quando si ricorre alla riparazione per ripristinare la conformità del bene, il periodo di responsabilità del venditore viene esteso una sola volta di dodici mesi. Questa disposizione si applica ai contratti conclusi dal 31 luglio 2026.
Fuori garanzia, invece, per i prodotti soggetti all’obbligo il produttore dovrà effettuare l’intervento gratuitamente oppure a condizioni ragionevoli sia in termini di costo sia di tempi. Se la riparazione si prolunga, il consumatore può chiedere al produttore un elettrodomestico sostitutivo da utilizzare temporaneamente e restituire al termine dell’intervento. Il servizio può essere offerto gratuitamente oppure a un costo contenuto.
I produttori devono rendere consultabili online i prezzi indicativi degli interventi più comuni, così da permettere ai consumatori di orientarsi sui costi.
Diritto alla riparazione: nessun ostacolo da parte dei produttori
Per gli apparecchi previsti dal decreto legislativo di recepimento, i produttori non possono adottare soluzioni tecniche che ostacolino la riparazione, come parti impossibili da smontare o restrizioni digitali che impediscano di individuare il guasto e intervenire per risolverlo. Fanno eccezione i vincoli sostenuti da ragioni concrete e documentabili, per esempio la protezione di brevetti.
Il produttore, non può neppure impedire ai tecnici indipendenti di intervenire e utilizzare ricambi originali o compatibili, purché conformi ai requisiti di sicurezza. È inoltre esclusa la possibilità di rifiutare la riparazione soltanto perché un altro tecnico è già intervenuto sull’apparecchio o perché il lavoro è ritenuto troppo costoso. In ogni caso, il produttore dovrà valutare la richiesta del consumatore e, se la riparazione risulta impossibile, potrà proporre un prodotto ricondizionato come alternativa.



